About Faintly Falling

Laura e Cristina vivono nella stessa casa e in due mondi differenti. Nella loro vita, fatta di ritualità, battibecchi, odori e voci, affetto morboso, si isolano dal resto del mondo e da un passato che, per quanto bellissimo, vorrebbero dimenticare. Tuttavia la vita dalla quale cercano di sfuggire rientra nella loro grande casa in una notte innevata, durante un black out. Ha gli occhi verdi e l’accento di un uomo che viene da lontano.

Faintly Falling - il rumore della neve, è null’altro che il mio secondo romanzo.
I personaggi hanno bussato alla mia porta un anno e undici mesi orsono e hanno iniziato a raccontarmi confusamente le loro storie.
Io dovevo solo ascoltare e dare un senso, un percorso logico. Forse non ci sono riuscita ma un giorno James, Laura e Cristina mi hanno detto “Va bene così, questa è la nostra storia”.
Anche in questo caso ho dato loro retta.

James Joyce è un’ombra che attraversa tutto il romanzo. Mentre lo fa, guarda sornione il lettore, quasi a voler dire “scemo chi legge” (almeno, lo ha fatto con me mentre scrivevo, dicenomi con gli occhi quasi ciechi “scemo chi scrive”).
Perchè sapeva bene che avrei potuto scrivere mille e mille pagine, ma mai avrei raggiunto la perfezione poetica degli ultimi quattro devastanti versi di “The dead” in Dubliners. Aveva ragione, ma va bene così. Con James (Joyce) e con quel racconto considero il conto chiuso e saldato.

2 risposte a About Faintly Falling

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