29 gennaio 2011
Sabrina: “Vi propongo un gioco: vi lascio degli estratti di Faintly Falling. Fatene ciò che volete: scrivete una poesia, una frase, un pezzo di storia. Snaturate il mio romanzo e giocateci. Io, intanto, vado a prepararvi una tisana…”
Ecco i primi contributi dei presenti più “disciplinati”:
Estratto Faintly Faling:
Furono giorni vuoti quelli in cui James non era andato da loro. Tre settimane dopo la notte del cardamomo, ultima notte appartenuta solo a Laura e Cristina, pareva che il silenzio fosse annebbiato da poche parole dette quasi solo per rompere il buio. Cristina chiedeva spiegazioni che Laura non voleva e non poteva dare.
La versione di Gae
Cristina: sbaglio o James non ci viene a trovare da diversi giorni?
Laura: Ho notato… diceva che voleva partire e lo avrebbe fatto a giorni… ma senza dire niente?
Cristina: Ma gli hai fato qualcosa? Mi nascondi qualcosa?
Laura: No, nulla… ma ricorda che è un inglese… oops irlandese e avrà qualche segreto che lo porta a nascondere il motivo per cui è qui.
Cristina: Dici? Pensi davvero questo?
Laura: sì, Cri… dalla sua giacca è uscito uno strano foglio. Sarà qualcosa da qualche ministero o forse l’Interpol
Cristina: ah, cavolo, questo non mi piace…
E mentre la neve copriva ogni cosa una voce alla TV annunciava: IL BIGLIETTO VINCENTE AN8628312E è stato venduto a Firenze. Secondo le nostre indagini i soldi andranno in Irlanda.
E fu così che le ragazze capirono… e fu silenzio.
Estratto di Faintly Falling:
“La sua vista acuta le fece intravedere l’uomo che scriveva, almeno questo sembrava facesse, accanto alla finestra dei loro vicini. Lo vedeva ogni giorno da almeno un paio di mesi, dietro a quel vetro di ghiaccio. A volte attraversava il giardino del vicino per andare non sapeva dove. La sua vista le fece credere che la stesse osservando e che avesse accennato ad un saluto. Per sicurezza alzò leggermente il palmo della mano verso il vetro e accennò ad un lieve inchino della testa”
La versione di Agata:
Quel mattino, Anna non aveva ancora visto il ragazzo dietro a quel vetro di ghiaccio, si chiedeva come mai….
Quel ragazzo con gli occhi azzurri come il cielo tanto bello quanto irraggiungibile; ebbene sì, Anna cercava da tempo di incrociarlo e conoscerlo, ma lui era sempre sfuggente, solo un saluto di cortesia, ogni volta che si incrociavano davanti all’uscio di casa, non altro.
Lei, ogni sera quando andava a letto, chiudeva gli occhi e immaginava di essere tra le sue braccia, condividere ogni momento della sua vita con lui, e perché no, avere un figlio…
Invece la mattina seguente, apriva gli occhi e si ritrovava sola nel suo letto con accanto un cassetto solo di sogni…
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